Capua antica (CE)
Santa Maria Capua Vetere, Capua

 

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L’itinerario si snoda nel centro sette-ottocentesco di Santa Maria Capua Vetere, sulla collina di Sicopoli e nel Museo Provinciale Campano di Capua, alla ricerca delle tracce più antiche della presenza longobarda in Terra di Lavoro.
 

Capua (ubicata nel sito dell’attuale Santa Maria Capua Vetere) fu nell’antichità per secoli la città più grande, più ricca ed opulenta della Penisola, superata da Roma solo all’inizio dell’età imperiale. La presenza umana, documentata sin dall’età del Ferro, conobbe forme urbane sotto gli Etruschi (VIII sec. a.C.), cui successero i Sanniti (438 a.C.) ed infine i Romani (338 a.C.).


All’arrivo dei Longobardi in Campania, nel 570 circa, la città appariva in decadenza, danneggiata dalle invasioni dei popoli germanici (Goti, 410; Vandali, 455) e dalle continue devastazioni della guerra gotica (535 - 553). Nonostante ciò, fu sede di gastaldato e poi di contea (dal 620/640).


Cristianizzata sin dal I secolo d.C. (il primo vescovo si ritiene sia stato San Prisco, compagno di San Pietro), aveva nella cattedrale di Santa Maria Maggiore il principale centro di aggregazione urbana. La chiesa sorse nel 432 riutilizzando ben 51 colonne e capitelli di templi pagani. Fu testimone del perdono di Carlo Magno ad Arechi II (787) che, per grazia ricevuta, ampliò la cattedrale alle cinque navate attuali. Nonostante l’aspetto settecentesco si conservano molte opere d’arte più antiche: frammenti di mosaico pavimentale (sec. VI), tabernacolo della navata destra (sec. XV), tele di De Mura e Diano (sec. XVIII). La cappella rinascimentale di Sancta Maria Suricorum (tavola manieristica con San Michele) ricorda nel titolo l’episodio miracoloso della guarigione di Enrico, principe, per mezzo dei topi (lapide del 1615).

 

Santa Maria Capua Vetere, Cattedrale, interno

    

L’Anfiteatro Campano, costruito nel I sec. d.C. su preesistenze di età repubblicana, fu restaurato da Antonino Pio nel 119 d.C.. Il vescovo Landolfo fondò nei suoi sotterranei una chiesetta longobarda, di cui si conservano tracce di affreschi. Dopo l’841 fu ridotto a fortificazione dalle truppe islamiche che lo tennero per lungo tempo, chiamandolo Berelais.


Sicopoli sorse verso l’830 in onore di Sicone, duca di Benevento, come avamposto militare dei conti di Capua a controllo della valle del Volturno e come luogo fortificato per ritirarsi in caso di pericolo. In effetti, fu il pretesto per svincolare la contea di Capua prima dall’influenza di Benevento e dall’839, di Salerno. Quando, nell’841, truppe islamiche al soldo del principe Radelchi di Benevento distrussero  Capua, il conte Landolfo I e il vescovo San Paolino lasciarono la città antica e si trasferirono a Sicopoli. I resti di capitelli, colonne e lapidi testimoniano la breve vita di questo centro, distrutto nell’856 da un incendio, forse doloso. A seguito di ciò, conte, vescovo e popolazione furono costretti a trasferirsi nella nuova Capua, fondata ex-novo qualche anno prima e che prese il nome dell’antica.


Il Museo Provinciale Campano è ubicato a Capua, nel quattrocentesco palazzo Antignano e sulla chiesa di San Lorenzo (che conserva un capitello longobardo, fine sec. IX). Nelle sue collezioni sono oggetti longobardi (lapidi scolpite con cortei sacri ed animali fantastici, cibori, crocette etc.). Memoria storica delle vicende della dinastia longobarda capuana è la lapide del tumulo di Audoalt, conte di Capua (650 circa), utilizzata come architrave del portale laterale di S. Marcello.

 

Scuola responsabile dell'itinerario
Liceo Artistico di Aversa, sezione staccata di S. Maria Capua Vetere
via Presidio, 38 _ 81031 Aversa (CE)
tel 081/8902907, (S.Maria C. V. tel 0823/848583), cesl010004@istruzione.it
Laboratorio di serigrafia "Disegnamo e coloriamo i Longobardi"

 


Istituto Statale Istruzione Secondaria Superiore "M. Buonarroti"
viale Michelangelo, 81100 Caserta
tel/fax 0823/325088, ceis01200d@istruzione.it,
www.isissbuonarroti.it

Laboratorio sul riconoscimento della ceramica antica